ANALISI STATO ATTUALE
SPAZIO ARCHITETTONICO: Il duomo dedicato a S.Giuseppe operaio" è un'architettura ricca di contrasti e contraddizioni che si palesano nella dissonanza tra la monolitica massa di cotto cartesianamente squadrata in esterno e la rarefatta  spazialità interna inondata da barbagli colorati di sapore quasi psichedelico. Ai lati dell'opaco presbiterio una continua rincorsa di setti, alti e stretti, intervallati da lame di luce crea una fortissima tensione verticale che non è adeguatamente bilanciata dalle deboli linee orizzontali presenti da cui deriva la sensazione che  il tetto la, su in alto, si perda.  

                                                                                                   

 

 

                                                                                                      

 

 

 

 

 

L'ambiguo impianto planimetrico della chiesa e la presenza della cupola potrebbero suggerire il trasferimento dell'altare al centro della fabbrica ma lo spazio è ordinato unidirezionalmente dall'unico accesso contrapposto alla monumentale area presbiteriale.                                                                                              

 

                                   

                                                                       

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SPAZIO SACRO: La chiesa, organizzata per luoghi distinti e tra loro separati, soffre della debolezza comunicativa dei protagonisti principali dello spazio sacro; le mense del "Pane"  e della "Parola", inadatte per forma, dimensione e materiali impiegati.

 

 

PROGETTO

Si propone il riequilibrio percettivo dello spazio architettonico attraverso l'inserimento di fasce orizzontali in legno; l'operazione, che lega visivamente il presbiterio all'aula dei fedeli, nello spazio sacro diventa modalità unitiva delle diverse parti del corpo della chiesa. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma veniamo al tema centrale del concorso, l'arredo del presbiterio, per il quale si prospetta l'uso di eminenze segnatamente didattiche e di grande forza evocativa; arredi espressi con geometrie semplici e prive di decori.

ALTARE DEL TABERNACOLO: 

Ho immaginato una struttura capace di comunicare la presenza di Dio nel Pane che è chiamata a custodire; un’architettura in grado di suggerire modalità e Persone che conducono sula via della salvezza. L'altare è composto da quattro parti distinte che nella compenetrazione rivelano l'amore del Padre.

Un’ampia base rivestita in umile legno, simbolicamente ricorda la Chiesa da cui si erge Maria; la Vergine Madre è rappresentata con un parallelepipedo in Trachite, nota pietra locale, che custodisce nel suo “corpo” il Santissimo figurato nel bianco tabernacolo circolare. Su di Lei è impressa la ferita della croce, un vuoto riempito da quel simbolo trinitario che "entra" fin nel tabernacolo per memoriare appunto il Corpo di Cristo spezzato e offerto in sacrificio per tutti noi. La modalità comunicativa è semplice nell’uso delle forme e dei materiali.                                                 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ALTARE

Il progetto vuol far vedere che è dal sacrificio della croce che sgorga il pane di vita eterna. La mensa eucarestica è il luogo al quale i cristiani sono chiamati per nutrirsi del Corpo e del Sangue di Cristo. La croce posata su una lastra di marmo rosso ricorda la morte di Gesù  "vivificata nel dolore dai chiodi" che sorreggono la mensa, il pane appunto a cui ci è dato l'onore di accedere. Il doppio modulo quadrato del tavolo è sbozzato in forma di "volta a padiglione rovesciata" nella sua parte inferiore mentre diventa un piano polito nella faccia che guarda il cielo. L'eminenza composta da più parti trova senso compiuto solo nella loro unità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AMBONE :

L’ambone è la sorgente da dove sgorga la Parola di Dio che possiamo ricevere attraverso l’ascolto. 
Il progetto porta questo luogo in prossimità dell’assemblea, lo eleva rispetto al presbiterio e gli conferisce una autonomia e personalità propria. La “struttura” utilizzata  è composta da un mezzo cilindro cavo con piano d’appoggio inclinato, posato su una base a 2 gradini di forma analoga in rosso verona, il tutto sorretto da un cilindro pieno in botticino. L’eminenza geometricamente si esprime con volumi che per loro natura tendono all’espansione cosi come all’espansione tende anche la parola. 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il presbiterio cosi organizzato ha nel tabernacolo, la “casa” che ospita il Santissimo, il punto focale nel quale le linee dello spazio architettonico ed i pensieri convergono. 

Durante le celebrazioni eucaristiche però i poli di riferimento cambiano; l’altare e l’ambone sono i  centri attorno ai quali l’assemblea e il ministro si ordinano e tale ordine va a mio avviso rispettato anche nella posizione delle parti.   In tal senso il progetto colloca la sede del ministro dietro alle mense che divengono cosi anche centro geometrico oltre che simbolico della comunità celebrante. La sede, in trachite, è posta su una pedana rialzata rispetto al presbiterio per evitare possibili "oscuramenti" tra altare, celebrante e tabernacolo.

Materiali: Rosso Verona, Botticino Classico, Trachite, Rovere, Ottone laminato oro.

 

 

Duomo di Monselice: Concorso