Con il restauro della parete sud della chiesa, è stato rinvenuto un affresco cinquecentesco, che per miracolo è sopravvissuto agli eventi della storia, il cui autore è al momento sconosciuto. Del dipinto si era persa memoria, da quando nel 1741-42 Mons. Ducchi fece ingrandire la chiesa divenuta insufficiente alla comunità bovolonese. I costruttori di allora, nell'aprire le   nuove    cappelle    laterali,     chiusero    la    porta  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

medioevale e tamponarono la sovrastante nicchia dipinta. Nonostante l'opera  abbia subito delle perdite  nelle riduzioni sette-ottocentesche, il suo stato di conservazione è discreto. Le figure sussistono  nella loro interezza, in una condizione conservativa che si diversifica dall'alto al basso. La composizione pittorica, delicatissima, vibra di un movimento che si struttura nella tensione delle linee curve ed avvolgenti  delle figure. La Vergine, in atteggiamento d'ascolto è al servizio del Bambino che sorregge, dolcemente abbraccia  ed accompagna  nello slancio. Il Bambino è completamente proteso al Padre, nella vitalità dello Spirito. Permangono ancora delle figure incise nell'intonaco fresco: la colomba dello Spirito Santo, che aleggia sopra le mani del Piccolo ed un fermaglio a forma di viso di bimbo, che chiude il mantello della Madre. Il recupero ha dato risposta a problemi diversi relativi al restauro della "sede del dipinto" e al restauro dell'affresco. La "sede" si è conservata esattamente come è stata rinvenuta, in qualità di frammento di sè. Il rispetto dell'intera sequenza stratigrafica, evidenzia la “parzialità” del sistema di segni dell'antica porta; tale parzialità rivela il carattere storico dell'oggetto che trova ulteriore sottolineatura nel contrasto con la “compiutezza” di alcuni sistemi simili contigui di origine moderna. 

 

 

      XV sec                1742                XIX sec

  Giampaolo Quirinali architetto