2003-2006 Canonica Bovolone (VR)

Rilievo-Progetto

Lettura stratigrafica

Restauro

 

 

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SBAP: Ruggero Boschi

SBSAE: Mauro Cova

SBA: Brunella Bruno

 

Progetto e drezione lavori

Giampaolo Quirinali

 

Collaboratori e consulenti

Sicurezza CSP-CSE: Davide Quirinali

Scavo archeologico: S.A.P. società  archeologica:Alberto Manicardi

Ricerca storica: Remo Scola Gagliardi

 

impresa esecutrice: Vesentini Renato

Restauro lapideo: Balzarin Lino

 

 

CANONICA

Le prime notizie riguardanti la casa del parroco risalgono al 1454, quando il vescovo Ermolao Barbaro nel corso della visita pastorale prese visione degli oggetti conservati nella casa dell’arciprete, “Bona que sunt in domo infrascripti domini archipresbiteri”. Nei passi successivi il vescovo, dopo aver costatato la necessità di un cappellano che coadiuvasse l’arciprete nelle sue funzioni, ordinò che due chiericati, cioè due fonti di reddito, fossero destinati al mantenimento del cappellano, il quale doveva abitare in una stanza della canonica situata verso la camera con camino dal lato dell’orto e della corte: “qui habeat habitationem de per se in plaustro dicte plebis versus caminatam et ortum et aream”. Nel 1742 la chiesa parrocchiale di S.Biagio fu sottoposta ad una radicale ristrutturazione, per iniziativa di Monsignor Ducchi, che le conferì l’aspetto attuale. Risale probabilmente allo stesso periodo il rinnovamento della canonica. Le cornici in tufo con foggia a “orecchioni” che arricchiscono le finestre di tutti e tre i piani e quelle scanalate dei portali chiusi da chiave sinuosa, sono tipiche del barocchetto veronese della metà del Settecento. Con le leggi napoleoniche la casa del parroco, la chiesa parrocchiale ed il cimitero vennero assegnati alla comunità di Bovolone, che ne era intestataria nel 1813. Dopo il congresso di Vienna la proprietà delle tre unità immobiliari fu restituita alla Prebenda parrocchiale di Bovolone.(1)

Architettura

La canonica, con l'attigua chiesa di S.Biagio, è tra le principali emergenze storiche ed architettoniche che compongono lo spazio dell'antistante piazza. La pianta quadrata dell'edificio, che ingloba l’originaria “casa del parroco” di origine medioevale, si sviluppava su tre livelli con una distribuzione interna diversificata a seconda dei piani; ciò era frutto delll'ultima ristrutturazione fatta nel 1850. All'esterno la fabbrica esprime due facciate con diverso codice architettonico che denunciano chiaramente il momento in cui sono state costruite; particolarmente bella, per ordine eleganza compositiva e espressione formale è quella del 1742.

 

  Giampaolo Quirinali architetto