Enti di tutela

Comm. Arte Sacra: Don Tiziano Brusco

SBAP: Ruggero Boschi

Gianna Gaudini

SBA: Brunella Bruno

 

Progetto e drezione lavori

Giampaolo Quirinali

 

Collaboratori e consulenti

Sicurezza CSP-CSE: Davide Quirinali

Scavo arch.: S.A.P. società archeologica

Alberto Manicardi

Ricerca storica: Remo Scola Gagliardi

 

Impresa esecutrice: Vesentini Renato

Restauro lapideo: Balzarin Lino

Kourus

 

 

 

 

Cap.JPG

SAN BIAGIO - S.ti Fermo e Rustico

La chiesa, antico oratorio donato dal vescovo di Verona alla comunità bovolonese, non ha elementi sicuri di datazione anche se la sua presenza è certificata in un documento di XIII secolo.

Infatti, il 4 Febbraio 1220 i decani di Bovolone si riunirono “In villa Bodoloni sub porticalie ecclesiae S.ti Blasi” per stabilire vari ordinamenti relativi all'amministrazione comunale, che dovevano essere fatti rispettare dal decano Zimignano fino alla prossima festa di S.Biagio.(1)

L'attuale fabbrica, che ingloba l'antico oratorio rielaborato nel 1412, frutto della ristrutturazione settecentesca è purtroppo mutila delle cappelle laterali di destra inopinatamente sacrificate nel 1953 per “far spazio” alla nuova chiesa parrocchiale. L'edicio esprime in modo corretto ed elegante sia al suo interno che verso la piazza il medesimo lessico architettonico che Remo Scola in “La pieve di Bovolone” così riassumeva:

L'intervento più significativo dal punto di vista estetico operato da Mons. Ducchi fu l'erezione dell'elegante facciata. L'uso sapiente degli elementi architettonici variamente impiegati donano slancio verticale all'edificio creando nel contempo suggestivi effetti chiaroscurali. Essa è composta da due registri dove gli elementi voltati sono inseriti in una struttura architravata secondo l'uso romano. In quello inferiore, otto paraste ioniche poggianti su stilobati, racchiudono il portale con timpano triangolare incluso in un archivolto. Al centro un gruppo scultoreo con la figura di S.Biagio vestito con i paramenti vescovili regge con la mano sinistra il pastorale; in basso due angeli: quello di sinistra tiene in mano la mazza chiodata, strumento di martirio del santo. Separato da un robusto cornicione, il secondo registro è maggiormente sviluppato al centro dove un'ampia finestra sormontata da un timpano arcuato e da un oculo, è conclusa in un doppio archivolto. Ai lati, quattro paraste composite separano la partitura centrale da quelle più piccole laterali dove, entro nicchie, sono collocate le statue degli antichi protettori in costume romano: a sinistra S.Fermo, a destra S.Rustico. Le tre partiture sono raccordate superiormente da due snelle volute completate da altrettanti pinnacoli. La fuga verso l'alto degli elementi verticali è conclusa da un grande timpano triangolare sul quale sono poste tre croci in ferro.(2)

 

  Giampaolo Quirinali architetto